Il matrimonio in una società femminista
di AntiFeminist - Mi scrive Icarus, collaboratore di questo blog e autore di IlVolodiDedalo, che ha ricevuto questa email da un suo lettore:
“Ciao sono un ragazzo di 23 anni che per ora non ha decisamente intenzione di sposarsi, ma dato che sento ogni giorno di padri mandati in sciagura da divorzi con figli, cioè casa persa auto etc etc… mi domandavo se ci fosse un metodo per far si che ciò non accada? e se questo che sto per proporvi sia un buon metodo:
prima del matrimonio dichiarare la casa in cui si andrà ad abitare(qualora fosse di mia proprietà) ad uso ufficio di una SRL e di prendere sempre prima del matrimonio un’auto aziendale sempre della stessa srl.
fissare come residenza della mia famiglia in una casa affittata oppure facendo una dichiarazione di ospitalità , anche se in teoria non ci abiterò.
so che è brutto pensare ciò prima del matrimonio, ma sentendo certi casi penso che vedermi sottratto le mie proprietà in modo quasi incondizionato mi faccia sentire usurpato. Addirittura in casi in cui la mia cara ex porta in casa un nuovo tizio e non lo sposa, pagando vitto e alloggio per tutti e due. Per non parlare di un senso di inferiorità che spesso gli uomini sono costretti a subire durante il matrimonio, dato che un passo falso gli potrebbe scoinvolgere la vita.Ciao“
L’unico metodo certo per evitare di perdere casa, figli, soldi, auto e salute psicofisica è non sposarsi. Ogni strategia, piano d’azione e precauzioni varie, per quanto ben architettate possano essere, non risolvono i due problemi principali legati al matrimonio in una società femminista come la nostra.
Il primo di questi due problemi principali sorge appena ci si sposa: la moglie da quel preciso momento prende il coltello dalla parte del manico. Il secondo problema è che, in caso di separazione, nella stragrande maggioranza dei casi è l’uomo a rimetterci.
Per quanto riguarda il Primo Problema, la tua ragazza appena diventa “moglie” viene automaticamente investita di un potere che prima, durante la relazione normale, non aveva.
E’ il potere di ricattarti usando come arma lo Stato (Femminista), cioè minacciando la separazione con tutto ciò che ne consegue (il Secondo Problema). Tutte le grane del Primo Problema possono manifestarsi in un’infinità di modi. Un esempio: avete dei figli, tu vuoi mandarli alla scuola privata, tua moglie alla scuola pubblica. Discutete, litigate, e non arrivate ad un compromesso. La sera, o le sere, dopo il litigio, tua moglie decide di “ammorbidirti” un pò: non te la dà. E non te la dà nemmeno il giorno dopo, quello dopo ancora, e magari non si concede per settimane o addirittura mesi. Quest’arma, quella cioè del ricatto sessuale, l’aveva anche prima del matrimonio, ma era spuntata, perchè tu le potevi opporre altre armi: ti lascio, vado con un’altra, vado a prostitute, etc.etc. Tutte queste armi, adesso, non le hai più. O meglio, le hai ma potenzialmente ti si possono ritorcere contro: se la lasci, vai con un’altra, vai a prostitute o altro tua moglie potrà utilizzare il suo Nuovo Potere, che prima non aveva, e invocare lo Stato (Femminista) per chiedere la separazione e punirti con tutto ciò che ne consegue.
Durante la vita coniugale tua moglie può fare il bello e il cattivo tempo, e dovrai sempre aver presente che per quanto “terreno” tu possa guadagnare, lei avrà sempre e comunque il controllo dell’intero campo di gioco. E’ questa una di quelle situazioni in cui, l’unico modo per non perdere, è non giocare. Non sposarsi. Non si può e non si deve affidare il proprio destino esclusivamente al “buon cuore” della persona con cui si sta insieme. Per gli uomini mancano tutta una serie di garanzie che rendono il matrimonio l’equivalente della roulette russa.
Una volta che si prende coscienza di questo, bisogna valutare il problema a monte, e prima di chiedersi “mi conviene sposarmi ?“, sarebbe meglio chiedersi “perchè voglio sposarmi ?“.
Per i credenti, potrebbe sorgere il bisogno di realizzare il sacramento del matrimonio. Ma ha senso realizzare questo sacramento in una società corrotta, in cui il matrimonio sembra esser diventato una scusa per fare baldoria in chiesa per un giorno, e poi spassarsela per una settimana nella “luna di miele” alle Maldive, salvo poi dissolvere questo “legame sacro” quando Lei decide che è tempo di “liberarsi dalle catene del marito” (ma non dal suo conto in banca) ? Non è forse questa, per i credenti, una grave offesa al sacramento del matrimonio ?
Così come in una chiesa adibita per le messe nere e l’adorazione del demonio non si dovrebbe celebrar messa, così in una società corrotta dal tumore femminista non si dovrebbe far uso di tradizioni che di pulito gli è rimasto solo il guscio, ma il cui interno è in putrefazione.
Chi compra una mela perchè attratto dalla buccia lucente e apparentemente sana, per poi scoprire che al suo interno è marcia e con i vermi, non ha certo colpa. E’ stato ingannato. Ma chi ha capito, sa, e ha visto che la mela è marcia, e nonostante ciò decide ugualmente di comprarla, ha solo se stesso da biasimare quando poi verificherà quel che già sapeva prima.
Per i non credenti, invece, la questione è molto più semplice, e decidere di non sposarsi prende un significato di indipendenza dal potere sempre più oppressivo dello Stato.
Perchè regalare allo Stato ulteriori libertà di entrare fin dentro le nostre stanze da letto, dandogli in mano ancora più strumenti per punirci nel caso in cui Lei decidesse che è giusto così ?
Questo potere, che lo Stato ha usato e continua ad usare per trasferire soldi dalle tasche degli uomini alle tasche delle donne, e per allargare a dismisura la libertà delle donne a discapito di quella degli uomini, vede oggi la sua più grande espressione proprio nel Matrimonio. Ed è per questo che, proprio mentre si ha il crollo del numero dei matrimoni [1], cioè mentre si va ad indebolire uno degli strumenti che lo Stato usa per allargare il proprio potere sui cittadini, si inizia a parlare di “nuove soluzioni” per sostituire questa tradizione ormai marcescente. Ecco dunque l’entrata in scena di “matrimoni moderni”, cioè i DICO, i PACS, e altre diavolerie simili, che vorrebbero -con la scusa dei diritti degli omosessuali- far cadere nel calderone femminista proprio quegli uomini eterosessuali che iniziano a guardare con diffidenza il matrimonio tradizionale [2].
Se questi uomini non si sposano, come farà poi lo Stato a trasferire parte dei loro soldi ad altrettante donne ? E come farà a restringere ulteriormente le loro libertà, impoverendoli, se questi non sposandosi hanno deciso di privare lo Stato di quest’arma ?
L’unica soluzione è non sposarsi. Se si vuole vivere l’esperienza della vita coniugale, si può sempre sperimentare con delle convivenze più o meno lunghe [3], sempre a patto che non vengano fatte leggi insidiose e ingannevoli per equiparare la convivenza al matrimonio.
Una cosa, infine, va detta con grande chiarezza: chi compera una mela avvelenata, sapendo che è avvelenata, non si aspetti poi alcuna “solidarietà” da parte dei suoi simili quando l’effetto letale del veleno inizierà a farsi sentire.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
di AntiFeminist, 28.1.2009
[Autore di AntiFeminist Online Journal]
Note:
[1] Negli ultimi trent’anni sono diminuiti del 32,4%, dati ISTAT 2006.
[2] Secondo recenti statistiche dell’ISTAT, le coppie di fatto eterosessuali sono attualmente circa 555.000, mentre 10 anni fa erano meno della metà: 227.000. Lo Stato (Femminista) sta cercando, e trovando, nuovi metodi creativi per continuare a saccheggiare le proprietà degli uomini, bloccando di fatto ogni possibile convivenza fra uomo e donna che non sia sanzionata, controllata, e circoscritta in un campo minato con ordigni anti-uomo che garantisca la punizione della parte maschile della coppia in caso di separazione. In questo scenario, un uomo che decide di sposarsi non ha tutte le rotelle apposto.
[3] Sulla questione della convivenza, vedere questo link.
Tag:fematrix, femminismo, matrimonio
Commenti (9)



In merito, seiper1 (un uomo che ho avuto modo di conoscere personalmente e che come me non si è mai sposato), aprì questa discussione, esattamente cinque anni fa.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=7241269
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/19f05a0dd7abefa4373d5bcdd4027e97.pdf
“MA IL LAVORO GRATIS E’ TUTTO LORO”
Uno studio dell’Ocse:”Anche se emancipate faticano due ore più dei mariti”.
…
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/75a48a8903310714869be3ee018167d3.pdf
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/4322dbd28d050d9527132c52776b47b7.pdf
Parole di una femminuccia moderna:
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Due episodi negli ultimi 10 giorni:
“Quale situazione particolarmente stressante hai dovuto affrontare nel lavoro?”
“Con un lavoro a tempo pieno, un bimbo di 2 anni e 1/2 e attività di volontariato da portare avanti come Presidente un giorno feriale qualsiasi è una situazione particolarmente stressante…”
Ma noi donne siamo multi-tasking di natura, si sa…
Ieri ho ricevuto gli AUGURI per la FESTA della DONNA.
Ma quale festa della donna?
Portato il bimbo al nido, impegno di lavoro, riprendere il bimbo che faceva mezza giornata dato che era martedì grasso, a fare la spesa col bimbo e poi bagnetto, cena e poi accendere il PC per continuare a lavorare…
Questa è la giornata tipo della donna-mamma-impiegata!!!
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Corriere della sera – ITALIANS
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Ho costretto mio marito a farsi il caffè
Caro Beppe,
un po’ di satira per la giornata della donna, che qui in USA non festeggiano. Ho cercato di spiegare questa festa a mio marito, l’americano, e lui mi chiede perche’ non c’e’ un festa per gli uomini. Ecco una piccola vittoria per le femmine! Mi domanda perche’ il caffe’ non e’ pronto e gli rispondo di farselo da se’, anzi esigo un cappuccino. Non sa usare la Gaggia, gli indico quella piu’ facile, l’Alicia. Cerca disperatamente il recipiente del caffe’ che non e’ a vista. Lo vedo perso, incapace, orgoglioso al punto di non chiedere aiuto, mi da’ occhiate vendicative. Io intanto penso che il mio lavoro di donna di casa e’ salvo e lui ora comincia a girare con occhi di falco in cerca di preda. All’improvviso vede il panettone e si accinge a tagliarne un pezzo con un coltello senza denti… resisto la tentazione di fargli vedere come si taglia, intanto il panettone si e’ acquattato di 2 cm… Comincio a sentirmi una CEO e rido internamente, perche’ voi uomini siete cosi’ insicuri che se vi si deride vi sentite inferiori e soffrite, non come noi donne che da tanto siamo considerate meno dei maschi. Alla fine addito il caffe’ e lui, come un cane con la coda tra le gambe, inizia l’operazione espresso. Viene lungo, acquoso, uno schifo. Non ha idea come si faccia il cappuccino, mi fa il caffellatte. Io lo lodo, lo liscio perche’ piu’ tardi dovra’ passare l’aspirapolvere… Mi domando chi e’ il sesso forte, ma lo so, per questo non scenderei mai in piazza, magari scenderei in un museo, una libreria, un centro commerciale, tutto con la sua carta di credito. Forse la dignita’ della donna e’ l’essere ben preparata per la vita che conduci senza aspettarsi il caffe’ a letto.
Saluti,
Maria Grazia Fallai, migliarino@aol.com
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Corriere della sera – ITALIANS
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Padri: alternatevi nella cura dei figli
Buon giorno Italians. Leggendo i primi commenti che da ieri si sentono su “la festa delle donne” ho avuto l’impressione che, fino a quando si dirà che “servono aiuti alle mamme” non si risolverà nulla. Non sono ancora una mamma, ho poco più di 30 anni, e non so se e quando mi capiterà. Spero quindi di aver lo stesso diritto a comunicare una mia impressione. Molte ragazze e giovani donne, non si aspettano una collaborazione dai loro compagni, ma al massimo un aiuto ogni tanto. E quindi diventa ovvio poi al lavoro temere che la ragazza sarà spesso assente per i problemi dei bimbi. Ma se diventasse normale per i padri alternarsi alla cura dei figli (non penso che per un bimbo di sei anni sia indispensabile la mamma!) forse non ci sarebbero più domande antipatiche ai colloqui di lavoro, perchè il “rischio” di assenza sarebbe equamente distribuito. E poi ricordo che, leggendo le statistiche, un dato che mi ha sempre colpito è proprio quello che, nei paesi in cui le donne continuano a lavorare si fanno più figli, perchè non c’è più il timore di restare escluse da discorsi che non siano quelli sui figli! Mi sento di dire che scommetterei sul fatto che, se anche i padri fossero obbligati ad occuparsi dei figli (dalle compagne, che invece li reputano spesso incapaci, ma se non li fate provare, perchè dovrebbero rinunciare alle loro comodità?), l’interesse per risolvere i problemi di asili nido e orari flessibili aumenterebbe!
Francesca Giorgi, cybernella@yahoo.com
“Maria Grazia Fallai, migliarino@aol.com”
Dietro un uomo goffo e insicuro, c’è sempre una femmina goffa e insicura.
Quindi questa MariaGrazia, ha il “maschio” che si merita: uno che non sa farsi un caffè o tagliare una fetta di panettone.
Il solo fatto che lei se la sia presa solo perchè lui le abbia chiesto “se c’è una festa degli uomini”, indica comunque che fra i due la più insicura, e con l’orgoglio pronto a finire in frantumi per un niente, è lei. Ad imparare a fare un caffè con la macchinetta ci vogliono pochi minuti, ad imparare a fare bene un mestiere invece ci vogliono anni. Chissà che mestiere farà il marito di questa Mariagrazia, e chissà se questa Mariagrazia sa che le macchinette per il caffe casalingo sono state inventate nel 1933 da un… “inferiore maschio”, tale Alfredo Bialetti.
Lasciamo poi perdere il fatto che questa tipa si senta “orgogliosa” di saper fare un caffè con una macchinetta elettrica, o di saper tagliare un panettone. Complessi di inferiorità a non finire affliggono queste femminucce moderne: se per così poco si è sentita una “CEO”, io che da anni vivo da solo, sono un “inferiore maschio”, che pulisce casa da solo, che si prepara primo, secondo, e dolce da solo, se mi si ingorga il tubo del lavandino smonto tutto quanto, pulisco, e rimonto, senza il minimo aiuto di una femmina, e per di più so usare praticamente qualsiasi strumento elettronico moderno (al contrario di molte di queste sedicenti “superdonne”, che da sole non si sanno regolare nemmeno i canali della tv…), come dovrei sentirmi, un “Superman” ?
Il consiglio rimane sempre lo stesso: non sposate queste “femmine”, non se lo meritano. Hanno un disprezzo strisciante e così ingranato nella loro psiche per tutti gli uomini, che sposarsene una equivale a mettersi in casa una vipera. Queste si meritano “maschietti” che non sanno tagliare una fetta di panettone, niente di pù. Gli uomini adulti se li possono pure scordare.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/care-amiche-su-27-orealmeno-un-paio-sono-tutta-opera-vostra/
Leggete attentamente i commenti.
Naturalmente, a me ne hanno censurati un paio.
Ma va beh, ci sono abituato.